ANGELI A BASSO COSTO

Non chiedono nulla, ai quali spesso dobbiamo la vita.

Li vediamo sempre, ma non li guardiamo. Diamo la loro presenza per scontata, quasi dovuta. Sono lì fermi tra persone e cose, tra strade e suoni, li lasciamo passare quando arrivano, ululando alle nostre spalle, fendendo il traffico, quando il nostro pensiero va alla persona in ambulanza ma non a chi gli sta accanto, a chi si prende cura di loro. Sono 15.000 in Italia, 150.000 in tutto il mondo. Sono persone normali, sono Mario, Chiara, Giuliana, e tutti quegli altri nomi che non notiamo mai perché sappiamo che ci sono. Sono i volontari della Croce Rossa, persone che hanno messo a disposizione degli altri il loro tempo, le loro vite. Ormai siamo talmente abituati all’emergenza sociale che diamo per doveroso che qualcuno impieghi i suoi attimi liberi per occuparsi di chi sta male. Svolgono diversi compiti, qualcuno nemmeno immagina cosa voglia dire occuparsi di tende di rifugiati, soccorrere chi si è ferito. Volti ignoti che tali resteranno anche dopo l’intervento. Esistono diverse associazioni di volontariato in Italia, certo, ma la Croce Rossa è qualcosa di diverso, ci si assume una responsabilità morale e penale, si fa una scelta, non si può pensare che sia un hobby, come qualcuno è disposto a dire.

Chi potrebbe pensare che qualcuno si annoi così tanto nella vita da volerla legare agli eventi naturali, alla società? Solo chi non si rende conto di essere parte di un tutto. In questo momento 400 volontari sono ad Amatrice e nelle zone colpite dal sisma. A loro è toccato il compito di prendersi cura delle spoglie ritrovate. Non sono eroi, non fanno azioni eclatanti. Sono misconosciuti protagonisti di tutte le vicende italiane sin dal 1884, anno della costituzione della CRI in Ente Pubblico. I volontari possono svolgere tutte le attività istituzionali dell’Associazione che vengono loro richieste. Tutte. Vanno dove c’è bisogno. Molti dipendenti, pubblici e privati, sarebbero pronti a chiamare i sindacati se solo venisse loro dato un compito diverso. Nessuno si chiede chi siano, se a bordo di quella ambulanza ci siano padri di famiglia, madri, sorelle.

Viviamo in un momento in cui sono importanti le storie di tutti, di chi viene dal mare, dal deserto, di chi ha perso il lavoro e di chi non trova nessuno con cui continuare, ma non sentiamo mai le storie di chi le ha sentite tutte. Stato sociale in caduta libera tenuto sospeso dal volontariato, da chi al massimo ha diritto ad un rimborso per un buono pasto se eccede un certo numero di ore prestate. Angeli a basso costo che ci consentono di non pagare il prezzo dell’abbandono, del deserto emotivo, e mentre i potenti si danno pacche sulle spalle, a volte anche da soli, la macchina va avanti anche senza conducente, la benzina tanto è il cuore, e ce lo mette chi lo ha.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
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